Nutrizione - Emicrania



‘Fa che il cibo sia la tua medicina’, Ippocrate.

L’emicrania è una forma di cefalea primitiva, caratterizzata dalla ricorrenza di improvvise crisi di dolore pulsante spesso associate a nausea, vomito, insofferenza alla luce e ai rumori, malessere generale. Come abbiamo visto le cause e i fattori scatenanti possono essere numerosi.

Lo stile di vita e l’alimentazione riescono a influire sullo scatenamento o aggravamento delle crisi.

Gli alimenti che più comunemente possono favorire le crisi contengono molecole che hanno effetti  psicoattivi e vasoattivi (principalmente tiramina, istamina, feniletilamina, nitrati e glutammato). Ecco quindi un elenco indicativo di cibi a cui porre attenzione, per prevenire attacchi di emicrania:
- cioccolato
- teina e caffeina
- latticini
- salumi e insaccati
- ortaggi rossi (pomodori, cipolle rosse,…)
- banane e agrumi
- dadi e prodotti confezionati
- frutta secca
- vini e alcolici

Sono invece, in linea di massima, innocui: riso, verdure verdi cotte (spinaci, broccoli, caoli, bietole,..), verdure arancioni cotte (carote,…), verdure gialle cotte (zucca, …), la maggior parte dei frutti.
E’ bene tenere presente che spesso gli alimenti da evitare o limitare sono diversi da individuo a individuo, questo perché ognuno di noi ha una tollerenza differente alle sostanze contenute nei cibi. Può essere quindi utile fare delle prove di carico per gli alimenti sospetti e verificare, una volta sospesi e appunto reintrodotti con dosaggio crescente, quali sono gli alimenti che possono essere utilizzati in sicurezza e quali è bene assumere con cautela.

In linea generale, se non si individuano i cibi responsabili, è preferibile:
- evitare gli alimenti che più frequentemente avviano le crisi
- privilegiare quelli innocui
- consumare pasti piccoli
- evitare cibi troppo freddi
- bere regolarmente nella giornata
- evitare digiuni prolungati (non saltare i pasti!)


A livello dietetico spesso una dieta ipocalorica con un utilizzo controllato degli zuccheri si rivela efficace nel contenimento degli attacchi. Il valore aggiunto è più che altro riferito all’adozione di comportamenti alimentari più equilibrati e regolarità dei pasti.

Nei casi più severi e recidivi diversi studi sostengono l’efficacia, in termini preventivi e di trattamento, della dieta chetogenica il cui protocollo prevede un consumo limitato e controllato di zuccheri bilanciando in maniera opportuna grassi e proteine. In particolare la chetosi generata da questo approccio dietetico sembra avere un ruolo decisivo sulla riduzione dell’infiammazione dei nervi, sul miglioramento del metabolismo energetico e sulla compensazione della disfunzione serotoninergica (il malfunzionamento della serotonina è tra le principali cause di emicrania).

In caso di cefalee legate a disordini epatici o nausea e cattiva digestione, tra i rimedi bionutrizionali troviamo per esempio il consumo di una fetta di limone (a crudo e ben lavato) con zucchero. La parte acida del limone stimola la funzione epatica, lo zucchero (in quantità modeste) dà l’energia necessaria all’eliminazione delle sostanze tossiche.

Il supporto di un professionista potrà aiutarvi a valutare il protocollo più corretto e adatto al vostro organismo.


Laura Sciacca, Biologa Nutrizionista:
www.laurasciaccanutrizionista.it - laura.sciacca@virgilio.it – 3332868288



Commenti