Psicologia - Coppia




La coppia al tempo del (post) Coronavirus

Secondo i fisici, l’unica cosa oggettiva e certa in tutto l’universo è che il calore si può raffreddare. Il resto è frutto della fantasia dell’uomo: il tempo che scorre, la matematica, la psicologia, l’arte, e così fino all'infinito (anche se l’infinito è un concetto molto criticato dai fisici quantistici).
Quando pensiamo al calore, spesso lo associamo al fuoco. Secondo il mito greco, fu grazie Prometeo che gli umani conobbero il fuoco. Secondo gli studiosi dell’uomo antico, i nostri antenati lo utilizzavano già un milione di anni fa e l’Homo Erectus comprese come poterlo accendere a proprio piacimento grazie alle pietre focaie.
Infatti, come ci ricorda Louisa May Alcott, “Ci vogliono due pietre focaie per accendere un fuoco”. Secondo l’autrice del libro “Piccole Donne”, due persone che hanno in comune un sentimento o una emozione entrano in una relazione che può portare calore, ardore e fuoco. Se il fuoco è passionale, la coppia ne beneficia. Se il fuoco scotta, la coppia si brucia.

In questo periodo di quarantena, per la prima volta nella storia di ogni coppia, è avvenuto un evento straordinario: un periodo forzato di convivenza per chi già viveva sotto lo stesso tetto, un periodo di impensabile separazione per tutte le altre coppie. In un modo o nell'altro, quindi, ogni coppia è stata messa a dura prova e ha potuto fare i conti con il proprio calore, il proprio fuoco. In questo periodo, infatti, in molti hanno potuto ravvivare una fiamma ormai quasi spenta, in molti hanno consolidato il focolare domestico, ma in altri casi la scottatura è stata molto dolorante.

Cosa è successo esattamente? Nella quotidianità ognuno di noi ha diversi impegni e cerca di organizzare la giornata anche ricercando propri spazi, momenti privati nei quali il partner non è presente: al lavoro, in palestra, in una passeggiata, ecc. Questi spazi personali creano una naturale e sana distanza l’uno dall'altro. È in queste circostanze che spesso sentiamo la mancanza del nostro partner e percepiamo il desiderio del calore e della vicinanza di chi amiamo. Un fuoco che scalda, ma che rischia di diventare incandescente quando gli spazi e i tempi propri vengono stravolti, proprio come nella quarantena appena conclusa.
Forse aveva ragione Friedrich Nietzsche  quando diceva che “Se i coniugi non vivessero insieme, i buoni matrimoni sarebbero più frequenti”.
Ma ogni crisi può diventare una risorsa. Se il sentimento che lega i partner è forte, allora ci sono buone possibilità di superare l’ostacolo e tornare anche più uniti di prima. Datevi un po’ di tempo, evitate di stare troppo sui pensieri e sulle parole e fatevi guidare dai sentimenti, ne uscirete più forti di prima.

Ma se l’amore viene meno, ricordo le parole di Oscar Wilde: “C’è una sola cosa peggiore di un matrimonio senza amore: uno in cui c’è amore, ma da una parte sola”. Se fosse così, approfittate per confrontarvi e comprendere come meglio comportarvi. Brucerà, non può essere altrimenti, ma una ferita ben curata può lasciare una cicatrice che con il tempo smetterà di far male.

Se invece fate parte di una coppia che ha confermato il proprio sentimento, molto probabilmente state seguendo il consiglio di Rosamunde Pilcher: “Amare non significa trovare la perfezione, ma perdonare terribili difetti” che poi, forse, sono anche i piccoli nei che ci hanno fatto innamorare.


Manuel Benedusi, Psicologo e Psicoterapeuta, specializzato in Terapia Breve Strategica:
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