Nutrizione - Ansia e Panico




Una frase a cui sono affezionata, e che ripeto spesso nei percorsi di Educazione Alimentare, è ‘Siamo quello che mangiamo’ di Ludwig Feuerbach. Il cibo è davvero un valido strumento per supportare il benessere dell’organismo.
Mi sono trovata spesso a riflettere e chiedermi quale sia il confine tra disturbi fisiologici e manifestazioni psicosomatiche.
Disturbi intestinali, emicranie, tachicardia e tremori, ecc. sono solo alcuni esempi di espressioni del corpo che hanno una chiara correlazione anche con la sfera psicologica...ma indubbiamente ci sono delle chiare connessioni con la biochimica per questo in tanti casi può essere benefico un intervento mirato attraverso i cibi.

Parlando di ansia e attacchi di panico, ci sono quindi degli alimenti che aiutano a contenere i sintomi? Per rispondere partiamo  dalle espressioni che si presentano a livello fisico in queste particolari situazioni, per capire poi la relazione tra cibo e attacchi.

Le più comuni manifestazioni che si presentano in una condizione di ansia e panico sono: palpitazioni, sudorazione, tremore, nausea, vertigini, brividi e sensazione di soffocamento.
Questi sintomi si presentano anche in diverse altre condizioni fisiologiche come per esempio: stati influenzali e disbiosi intestinale, acidosi del sangue e glicemia alterata (ipoglicemia o iperglicemia). Vediamo i possibili interventi nutrizionali e valutiamo infine quali suggerimenti possono essere validi anche in condizione di ansia e panico.

Per contrastare gli stati influenzali e di disbiosi intestinale è bene dare supporto al proprio sistema immunitario, partendo proprio dalla cura della flora batterica. Consigliati probiotici (secondo protocolli specifici) e alimenti contenti prebiotici (avena, asparagi, porri, aglio, cipolla, cicoria, carciofi topinambur, tarassaco, cibi fermentati come kefir e crauti, cacao, semi di lino ed alghe), vitamina C (agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie, lattuga, radicchi, spinaci, broccoli, cavoli, cavolfiiori, pomodori, peperoni), fibre (cereali integrali, verdure e frutta fresche).

L’acidosi del sangue si verifica nel momento in cui si abbonda di alimenti che rilasciano metaboliti acidi che il corpo non riesce a contrastare. Alimenti acidi sono: latticini, carne, pesce, uova, alcolici, bevande gassate,  snack e merendine, mentre alimenti basici (o alcalinizzanti) sono: frutta, verdura, cereali integrali, legumi, acqua.

Per mantenere un buon equilibrio glicemico è bene privilegiare alimenti a basso e medio indice glicemico evitando l’eccesso di grassi e zuccheri semplici. E’ utile quindi controllare le etichette dei prodotti per escludere quelli contenenti troppi zuccheri e preferire alimenti naturali (ok frutta e verdura e piatti con pochi condimenti), limitando quelli lavorati (prodotti confezionati o già conditi).

Ecco quindi riassumento alcune semplici buone abitudini da utilizzare come prevenzione o come supporto in fase acuta:

- Evitare diete iperproteiche o quanto meno bilanciare molto bene l’acidità dei tessuti con un’adeguata quantità di verdura e frutta alcalinizzante

- Equilibrare nell’arco della giornata la glicemia attenendosi al consumo di alimenti a basso indice glicemico

- Cercare di regolarizzare i pasti per migliorare l’equilibrio appetito/sazietà (volume, liquidi, abbinamenti,…).

- Monitorare e correggere stati di disbiosi intestinale.


Laura Sciacca, Biologa Nutrizionista:
www.laurasciaccanutrizionista.it - laura.sciacca@virgilio.it – 3332868288

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