Questo periodo di quarantena, definito da molti reclusione sociale, sta anche modificando i nostri equilibri,sia emotivi che… alimentari. Infatti quando siamo piuttosto tesi e nervosi, anche il nostro corpo ne risente. Frasi come “mi si chiude lo stomaco” o al contrario “mangio così mi rilasso” sono più comuni di quello che immaginiamo. Il rischio è quello di vedere il cibo come un demone da cui fuggire o a cui concedersi.
Vi ricordate quando Ulisse si faceva legare all’albero maestro della nave per non cadere nella tentazione di raggiungere le Sirene? Con un po’ di attenzione potremmo fare la stessa cosa con il cibo: starne lontani per non cadere in tentazione. Ma, parafrasando O. Wilde, più ci vietiamo qualcosa, più lo rendiamo desiderabile.
Come allora rendere il cibo un nostro alleato? Iniziamo dalle piccole cose: prendiamoci il tempo per giocare e divertirci con i colori (il gusto viene esaltato dalla vista), con i profumi (per scoprire nuove essenze), con nuovi sapori, nuove combinazioni e nuovi gusti… Come ci suggerisce Marcel Proust, “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.
Manuel Benedusi, Psicologo e Psicoterapeuta, specializzato in Terapia Breve Strategica:
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